CAPRA OROBICA O DELLA VALGEROLA di Mascia Monti

Aggiornamento: 13 gen

La capra orobica o della Valgerola è allevata nelle Alpi Orobiche e nelle aree prealpine della provincia di Sondrio, soprattutto in Val Gerola, di Lecco in Valvarrone, Valsassina e nell'Alto Lario Orientale, e di Bergamo nell'alta Valbrembana. L'origine di questa capra è sconosciuta ma si pensa discenda dalle popolazioni caprine anticamente allevate in Val Gerola e l'isolamento geografico della zona abbia favorito la sua diversificazione rispetto alle altre razze e l'abbia temprata rendendola rustica per adattarsi al meglio ai pascoli impervi di queste zone.

È una razza caprina a duplice attitudine, viene allevata in piccoli e medi allevamenti di tipo semintensivo, che prevede il pascolamento in primavera e in autunno e l'alpeggio durante i mesi estivi; nel 1993 e' stato attivato il Libro Genealogico e nel 2015 la consistenza ammontava a circa 5000 capi.

La capra orobica è di taglia media, ha la testa proporzionata dal profilo camuso o rettilineo, con barba fluente nei maschi e spesso presente nelle femmine, le corna sono molto lunghe a sezione appiattita con una lieve torsione elicoidale, i soggetti acorni sono rari e tollerati solo se femmine. Il torace e l'addome sono ben sviluppati, il dorso rettilineo e la groppa larga e leggermente spiovente, l'apparato mammario è ben sviluppato ben attaccato di forma gioiosa o piriforme con capezzoli grossi,​ gli arti sono forti e robusti adatti al pascolamento su terreni impervi.

Si riconoscono 4 varietà di mantello: il "Farinel" di colore beige, grigio con riflessi violacei e bianco crema, il "Marin" grigio o nero sul posteriore e bianco nell'anteriore, il "Nigru" nero focato e il "Camosch" mantello scuro con peli bianchi, neri e rossi mescolati e la testa scura, e i loro tipi intermedi.

La selezione di questa razza punta alla valorizzazione quali-quantitativa del latte destinato alla trasformazione casearia di prodotti tipici tradizionali, al miglioramento delle caratteristiche morfologiche della mammella e al miglioramento dell'attitudine al pascolo, con un'attenzione particolare alla correttezza degli appiombi.

I prodotti tradizionali di latte di capra orobica rientrano nella categoria dei formaggi caprini a pasta cruda o semicotta, di pezzatura piccola o media a breve o media stagionatura e tra questi si possono citare il "Formagìn della Valsassina" un cilindro dalla pasta leggermente acidificante che si consuma dopo 3 giorni, il "Matuscin della Valtellina " a coagulazione presamica con almeno un mese di stagionatura e la "Roviola della Val Brembana" a forma di parallelepipedo prodotto con la tecnica dello stracchino. Inoltre il latte di questa razza caprina viene aggiunto nella percentuale del 10% al latte vaccino per la produzione del formaggio Bitto, quantità che raggiunge anche il 20% nel Bitto Storico (o Storico Ribelle) presidio Slowfood, prodotto esclusivamente in alpeggio.

La produzione di carne è legata ai capretti macellati a 12-14 kg e alle capre a fine carriera con le quali si producono violini e salami.