L'ARTEMISIA E IL SUO LEGAME CON LA DONNA

L'Artemisia vulgaris è un'erbacea perenne della famiglia delle Asteraceae, molto diffusa, che può raggiungere i due metri di altezza. Ama i suoli ricchi di azoto, cresce lungo i sentieri, le strade e i terreni abbandonati. Molto resistente, sopporta temperature di - 15°C. Ha foglie verde scuro, gambi verdi o rossastri e emana un forte odore. Deve il suo nome a Aρτεμις (Artemis), nome greco della dea Artemide, dea della natura selvaggia, della caccia e del parto. È una pianta legata al femmineo e al mondo femminile, alla luna, alle capacità femminili di curare e di far nascere. La cosa curiosa è che culture diverse la considerano in egual modo una pianta con le medesime caratteristiche. Ad esempio, il nome della città di Chernobyl, чорнобиль, trascritto chornóbyl, significa artemisia in ucraino. Questa parola è composta da chorno = nero e byl = gambo, con riferimento al fusto scuro della pianta. Una fiaba russa racconta proprio di una fanciulla che andando in cerca di funghi cadde in un nido di serpenti. Fortunatamente la ragazza riuscì a sopravvivere grazie all'intervento della regina dei serpenti rappresentata con lunghe corna dorate ed una pietra magica presente nel cunicolo in cui era caduta, capace di togliere la fame e dare la conoscenza. La ragazza rimase nel nido tutto inverno e quando in primavera uscì dalla cavità con l'aiuto dei serpenti stessi, la regina le concesse l’abilità di comprendere il linguaggio delle piante e la conoscenza dei loro poteri medicinali, a patto che non pronunciasse mai il nome Chernobyl, artemisia, o avrebbe perso le sue conoscenze. Se notate, nella fiaba, la regina dei serpenti è rappresentata con corna dorate che ricordano molto le rappresentazioni delle Dee lunari mediterranee, come appunto Diana/Artemide, madri delle selve, dominatrici delle erbe e protettrici degli animali. Non solo, i serpenti sono animali legati alla guarigione e al rinnovamento, patroni del mondo dei rimedi, sia benefici che mortiferi. Pensate al bastone di Esculapio, che viene sempre rappresentato con due serpenti arrotolati. Un altro animale legato alle erbe è l'orso il cui nome nell'antico irlandese è proprio art, e arth in gallese. Perfino in greco ἄρκτος (árktos) significa orso. Artio è la dea celtica della caccia e dell'abbondanza, spesso raffigurata con le sembianze di un'orsa, oppure insieme a questo animale. Non solo, i culti greci riguardanti Artemide sono legati alla figura dell'orsa: in particolare è nota la festività di Arkteia officiata tra il tempio di Artemide Brauronia e la città stessa di Braurone, durante la quale le ragazze ateniesi in età da marito venivano consacrate ad Artemide come "orse" (Erodoto, VI, 138). Anche il mito di Callisto, ninfa al seguito della dea che venne tramutata in orsa, conferma un legame tra Artemide e l'animale (Ovidio, Metamorfosi, 2.409) La radice Art quindi la ritroviamo in artemisia, pianta particolarmente legata al mondo femminile, e in tutte le manifestazioni legate a questa pianta come se nell’artemisia albergasse l’essenza della Dea stessa, il principio matrice da cui tutto si origina. Infatti tra le proprietà dell'artemisia primeggiano quelle spasmolitiche, dovute attività anticolinergica dei suoi estratti, utili in tutte le problematiche legate al ciclo mestruale, utili per i disturbi legati alla menopausa e utilissime durante il parto oltre che in caso di coliche addominali, e le proprietà benefiche per il sistema digestivo e quello nervoso. Già conosciuta dai Galli che la chiamavano "ponema", viene chiamata anche erba di fuoco e durante le processioni medioevali per la festa di San Giovanni si portava al collo intrecciata alla verbena. Nel libro del tredicesimo secolo il "The Great Albert" un famoso libro di magia popolare, dell'artemisia viene detto che: "chi ha cura di portare quest'erba sempre addosso non teme gli spiriti maligni né il il veleno, né l'acqua, né il fuoco e niente gli può nuocere". Infatti è considerata anche un'erba dalle notevoli proprietà protettrici e purificatrici: ad esempio in Cina secondo la medicina antica era bene metterla a protezione della casa formando una tigre con i rami di artemisia,oppure appendendo tre mazzetti di artemisia fuori dalla porta di casa. Ancora, l'artemisia era usata essiccata per fare le fumigazioni e in generale diverse tradizioni riportano la sua capacità protettiva se portato un rametto della stessa sempre con sé. In Giappone viene utilizzata per aromatizzare alcuni dolci come il daifuku. In Europa è fondamentale per creare il vermouth. In Messico si fuma essiccata come sostituto della marijuana. Il profumo Bandit del 1944 contiene il 4% di artemisia. Quindi una pianta spesso considerata solo un'infestante è invece particolarmente versatile, ricca di virtù e di storia! Bibliografia: - Antiche fiabe russe, raccolte da N. Afanasjev edizioni Einaudi - Atlante di botanica profumata, di Jean Claude Ellena, ed L'ippocampo - Green, Miranda (1992), Animals in Celtic Life and Myth. London, Routledge - Wightman, E.M. (1970), Roman Trier and the Treverii London, Hart-Davis