PECORA DI CORTENO di Mascia Monti


La Pecora di Corteno è autoctona della Valle di Corteno tra la Valtellina e la Valcamonica, in particolare nei comuni di Corteo Golgi, Edolo, Malonno, Paisco Loveno, dove è allevata in modo semi-stanziale con stabulazione, durante la stagione invernale, pascolo ad alta quota, durante il periodo estivo-autunnale, ha funzione complementare all’allevamento bovino della zona, dato che per la sua frugalità sfrutta al meglio i pascoli durante la monticazione. Sono animali di ridotto sviluppo, con l’altezza al garrese di 77 cm nei maschi e 73 cm nelle femmine e il peso varia da 70 a 60 kg in base al sesso. La testa è acorne, corta leggermente montonina con orecchie pendenti, il tronco è compatto con muscolari sono ben sviluppate soprattutto nella zona dei glutei, gli arti corretti e robusti, il vello è bianco semiaperto con bioccoli corti e fini. La prolificità è 3 parti ogni due anni, con il 50% di gemellarità, è una razza con attitudine prevalentemente da carne, la cui produzione tipica è l’agnellone di oltre sei mesi macellato a 40-50 kg di peso vivo, le carni sono particolarmente grasse dato che in passato l’unico modo di conservare la carne durante il periodo invernale era stoccarla immersa nel proprio grasso di cottura in recipienti di terracotta. Da questa esigenza è nato il “Cuz”, una preparazione antichissima prodotta dagli stessi pastori con la carne degli animali feriti durante le transumanze o degli animali riformati per aver una riserva nei momenti critici. La popolazione di questa pecora è passata dai circa 4000 esemplari del 1983 a circa 1500 nel 2006 e la FAO nel 2007 ha indicato lo stato di conservazione della razza come "critico", recentemente si stima la presenza di circa 300 capi distribuiti in 20 allevamenti e nel 2016 è nata l’Associazione Pecora di Corteno che promuove il miglioramento, l’incremento, la valorizzazione tecnico-economica dell’allevamento della Pecora di Corteno e dei prodotti derivati.